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    I Monumenti di Monza

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    • Chiesa di Santa Maria in Strada
    • La Chiesa di Santa Maria in Strada, caratterizzata da uno stile gotico - lombardo, venne costruita nel 1357nella contrada “di Strada”, su progetto di Ambrosiolo da Milano. L'edificio presenta una stupenda facciata caratterizzata da un merletto in terra cotta e dal bellissimo rosone centrale. Nel 1348, per volere dell’Arcivescovo di Milano Giovanni Visconti, la chiesa venne convertita in oratorio e consacrata alla Beata Vergine Maria.
    • Arengario
    • L’Arengario, situato nel centro di Monza, risale alla seconda metà del 1200, è caratterizzato da una pianta rettangolare, dal grande porticato in pietra di serizzo del piano terra (utilizzato per il mercato pubblico), dalla “parlera” (la loggetta in marmo da cui venivano letti i decreti comunali) e dalla torre campanaria in cotto (in stile romantico-gotico). Al primo piano dell'edificio vi è un vasto salone utilizzato attualmente per ospitare mostre ed eventi. Il palazzo venne restaurato nel 1890 ad opera di Luca Beltrami, mentre la torre fu ricostruita nel 1903.
    • Duomo di Monza
    • Il Duomo sorge sulle antiche rovine dell’Oraculum e venne edificato per volere della regina longobarda Teodolinda (595). L'edificio è caratterizzato da un'elaborata facciata (con lo splendido rosone in marmo e vetro policromo), da una pianta a croce latina, con tre navate divise da colonne scolpite con immagini fantastiche, e da un maestoso campanile eretto nel 1500 su progetto di Pellegrino Tibaldi. L'ultimo restauro del Duomo risale alla fine dell'800 ad opera di Luca Beltrami. All'interno del Duomo vi è la Cappella della Regina Teodolina dentro la quale, oltre al sarcofago con i resti della regina, è custodita anche la celebre Corona Ferrea che, secondo un'antica tradizione, contiene una lamina di ferro formata con uno dei chiodi che servivano alla crocifissione di Gesù.
    • Il Ponte dei Leoni
    • Il Ponte dei Leoni, situato nel centro storico di Monza, venne edificato intorno al 1842 su progetto dell'ingegner Caimi mentre, i quattro leoni in marmo di Carrara che caratterizzano la struttura vennero scolpiti da Tantardini. Il ponte sostituì quello con fondamenta romane (ancora visibili) che portava all'antico ingresso in città, dalla torre “di Teodolinda” su vicolo Lambro.
    • Castello e Forni di Monza
    • Il Castello di Monza (chiamato anche Castello Visconteo o dei Forni) è un caseggiato fornito di due torri rotonde ai lati che sorge sul luogo dell’antico fortilizio costruito nel 1325 da Galeazzo I Visconti. La costruzione è celebre per il carcere della torre, in cui vennero rinchiusi e torturati molti prigionieri politici, calati in angusti pozzi della volta detti “fornelli”. Dopo il regno del terrore, che culminò sotto Galeazzo Maria Visconti e si chiuse nel 1527, la torre dei forni venne distrutta; l'attuale torre una ricostruzione risalente all’anno 1808.
    • La Chiesa di San Gerardo
    • La Chiesa di San Gerardo, costruita su di una piccola ed antica chiesa del 925 d.C, venne costruita su progetto dell'architetto Moraglia nel 1836 per volere del vicerè Ranieri. Dell'antico edifico rimane l'altare maggiore che custodiva (e custodisce tutt'ora), le spoglie di San Gerardo.
    • Monumento a Vittorio Emanuele in Monza
    • Il Monumenento venne eretto dai monzesi, su progetto di Luigi Crippa, dopo gli uffici funebri celebrati in basilica il 25 gennaio 1878. La statua fu presentata al pubblico alla presenza dei Reali e del Principe di Napoli: alta 3,25 metri, in marmo di Carrara su piedistallo in marmo di Baveno, raffigura Vittorio Emanuele in abiti militari con la mano sinistra sull’elsa della spada e la destra poggiata sullo Statuto.
    • Il Monastero della Signora in Monza
    • Il Monastero della Signora è un ampio fabbricato fornito di portici, corti e giardino, reso famoso nel romanzo “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni in quanto sede della Monaca, o Signora, di Monza, Maria Virginia de Leyva. Sulla piazzetta sorgeva un tempo il palazzo della famiglia Osio, cui apparteneva Giovanni Paolo, che praticò un foro nel muro di cinta del monastero in cui nottetempo penetrava per seguire i suoi desideri amorosi. Per ordine del Senato fu arrestato, torturato e suppliziato, i suoi possedimenti e abitazioni furono rase al suolo. Sul posto fu eretta una “colonna infame” ma in seguito fu tolta perchè risultava un pessimo servizio alla reputazione del convento.